Vai al contenuto


Steven Bradbury

Bradbury Short track Olimpiadi invernali 2002 Salt Lake City

  • Non puoi rispondere a questa discussione
Nessuna risposta a questa discussione

#1 castigamatti

    Extreme Mito Man

  • Membri Effettivi
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2.363 Messaggi:
  • Iscritto il: 03-dicembre 05
  • Gender:Male
  • Interests:Motociclismo e sci alpino.
  • Moto: Mito EV
  • Provincia: Milano (MI)
  • Regione: Lombardia

Inviato 03 maggio 2014 - 15:12


Incredibile!
Ma dietro una grande storia se ne nasconde una ancora più grande.
Perché questa non è fortuna, ma tenacia:

Citazione

Carriera
La carriera di Steven Bradbury pareva destinata a buoni risultati, grazie alla vittoria della medaglia di bronzo nei 5000 m staffetta alle Olimpiadi invernali di Lillehammer nel 1994 e alla conquista, nella stessa specialità, di tre medaglie mondiali (oro nel 1991, bronzo nel 1993, argento nel 1994).
Ma subito dopo i Giochi olimpici, Bradbury subisce un gravissimo infortunio: in una prova dei 1500 m individuali di Coppa del Mondo a Montreal, riporta una profonda ferita all'arteria femorale, causata dalla lama di un pattino dell'italiano Mirko Vuillermin, con il quale si era scontrato, perdendo 4 litri di sangue e rischiando addirittura la morte: occorrono ben 111 punti di sutura e 18 mesi di riabilitazione, ma l'incidente ne mina irreversibilmente il talento. Subisce un altro grave infortunio in allenamento nel 2000, quando si frattura il collo e deve passare sei settimane con un collare ortopedico. Nonostante ciò, l'australiano continua fino ai Giochi del 2002.

La medaglia d'oro vinta a Salt Lake City
Bradbury, alle Olimpiadi di Salt Lake City, prende parte ai 1500 m (dove esce al secondo turno) e ai 1000 m dello short track. In questa gara si rende protagonista di una delle maggiori sorprese nella storia di tale evento, nonché delle Olimpiadi.
Ai quarti di finale, giunge terzo dietro i favoriti Apolo Ohno e Marc Gagnon, ma la squalifica del secondo gli apre le porte della semifinale.
In semifinale l'australiano, dopo le cadute di Kim Dong-Sung, Mathieu Turcotte e Li Jiajun, e la squalifica di Satoru Terao, vince e si qualifica per la finale A che assegna le medaglie.
Qui ritrova Jiajun, Turcotte, Ohno e Ahn Hyun-Soo. Fino all'ultimo giro, Bradbury si ritrova in netto ritardo rispetto ai quattro. All'ultima curva però, Jiajun cade nel tentativo di sorpassare Ohno, il quale perde l'equilibrio e trascina con sé anche il canadese e il coreano. Bradbury così conquista l'oro con il tempo di 1'29"109, il primo titolo olimpico invernale per un atleta dell'emisfero australe, davanti a Ohno e Turcotte.
Dirà Bradbury: «Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L'ho vinta dopo un decennio di calvario».
Immediatamente Bradbury conquista la simpatia di centinaia di tifosi e di tanti atleti che gareggiano alle Olimpiadi. In Australia nasce persino un modo di dire, "doing a Bradbury" (fare un Bradbury), per indicare un successo clamoroso e altamente insperato.

FONTE: Wikipedia.org (http://it.wikipedia....Steven_Bradbury)

Immagine inserita






1 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi