
La svolta di quello che è oramai un vero e proprio "caso Melandri" potrebbe esserci stata martedì, quando la Ducati ha nuovamente messo in pista a Barcellona la moto 2009 (lunedì l'avevano già provata sia Stoner che Melandri). Il ravennate ha compiuto qualche giro in mattinata (senza rilevazione dei tempi), poi altri cinque nel pomeriggio, facendo segnare un 1'46"674 leggermente più alto rispetto al tempo di lunedì.
Melandri ha quindi ceduto la moto a Niccolò Canepa, 20enne genovese con un contratto da pilota di riserva in Ducati, ed il ragazzino in pochi giri non solo lo ha superato, ma ha infine staccato un 1'43"683 che la dice lunga sulla differenza di confidenza con la Desmosedici, specie se si considera che Canepa non aveva mai girato sul tracciato catalano.
Comprensibile l'entusiamso del genovese: "Sono molto contento di questi tempi sul giro - ha detto - specie considerando che non conoscevo la puista e che il set up era quello di Marco. La nuova moto mi sembra buona, non ci sono differenze abissali, ma tante piccole cose che la rendono più veloce. Il futuro? Non so nulla, faccio quello che mi dicono di fare, di certo non sono qui per fregare il posto a nessuno".
I latini avrebbero forse parlato di "excusatio non petita", ma anche le scarne dichiarazioni di Melandri lasciano pensare alla possibilità di un avvicendamento entro breve: "C'è qualcuno (il manager ndr) che sta lavorando per trovare una soluzione". Così in effetti non si può andare avanti, nè per Ducati nè per Melandri, solo due anni fa secondo nel Mondiale alle spalle di Rossi.



























